Archivi del mese: giugno 2009

Viaggi..e ambiente..

 
 
 
 
 
 

Premessa: anche se può sembrarlo, il titolo di questo intervento non è stato copiato da nessuna rivista ma è totalmente frutto della mia "grande" immaginazione!

 

 

Dopo questo piccolo chiarimento posso iniziare..

 

Sono trascorsi 6 giorni dalla fine della scuola. Per me è passata un’eternità, sarà perchè non ho fatto un bel niente in questi giorni, sarà perchè quando sono in vacanza perdo la concezione del tempo (che giorno è oggi?siamo ancora a giugno? Non sto scherzando!), sarà che quando non fai niente le giornate sono tutte uguali, vuote, insensate e di conseguenza hai questa impressione. Boh! Mia madre dice che passo troppo tempo seduta davanti al computer ed è per questo che mi è venuta una strana cosa nella gamba (ma chissà perchè mentre lo diceva rideva sotto i baffi)…però sono consapevole del fatto che non ha tutti i torti. Dovrei impiegare queste giornate a fare qualcosa di utile come aiutare i cani randagi incontrati per strada oppure aiutare le persone randagie, senza cervello e culminanti di bestialità che trovo ovunque. Mmmh, mi sa che tra le due preferisco la prima… Mia sorella mi aveva proposto di fare volontariato (non ricordo in quale parte del mondo) monitorando le balene e altre cose che includono lo stare a mare con i pesci. Bella idea, peccato che non impazzisco per il mare. Poi volevamo iscriverci ad un concorso che chiedeva di intraprendere un viaggio ecologico (ovvero senza l’uso di macchine o motori), descrivere il viaggio fatto, mandare l’elaborato via email, e lo scritto più originale vince un altro viaggio (questa volta non ecologico). Bella idea anche questa, peccato che non sappiamo dove andare e come andarci. Potremmo dirigerci a Vizzini con le bici (si certo, io a stento arrivo al Gallo), oppure procurarci dei cavalli o dei muli (ahahahahah mi immagino la scena), o inventare delle macchine che vanno ad acqua (…  …). Beh però quest’ultima possibile tappa estiva è ancora da ultimare..

 

Poi pensadoci bene la cosa è un po’ contraddittoria. Vengo e mi spiego (come dice Montalbano): ti chiedono di fare un viaggio ecologico, ok, nessun problema, ti rompi in quattro per attenerti alle regole del gioco e poi se vinci ti regalano un viaggio non ecologico..mmh…e probabilmente troppo inquinante! Credo che, dopo aver fatto un viaggio ecologico, e aver fatto propaganda per tenere pulito l’ambiente, incuccarmi un viaggio inquinante che probabilmente non avrei fatto mi sembra contraddittorio. Però è anche vero che si fa un po’ di divulgazione e si spinge la gente a provare a muoversi a piedi o con le bici ( e in altri casi con animali).

Adesso mi è venuta in mente la situazione che c’è nel mio paese. Solo a pensarci mi viene da ridere (no in realtà rimango sempre più perplessa).

Che sia inverno, che sia estate, di sera la gente esce con la macchina e per TUTTA LA SERATA fa avanti e indietro per la strada principale. Ma io dico, emerite teste di c***o (come direbbe Dario Cassini), scendete dalla macchina e fate due passi a piedi, vi assicuro che non si muore, anzi, aiutate voi, il vostro borsellino e soprattutto l’ambiente.

 

 

 

La predica è finita, andate in pace (tsk)!

 
 
 
 
 
 

 
 

Peanuts

Eccomi qui a riparlare dei “Peanuts”. Avevo accennato alla loro genialità nel mio vecchio blog, ma dato che ora(e forse per sempre) questo è inutilizzabile colgo l’occasione per parlarne di nuovo e per aggiungere molte più notizie. Come ho detto prima infatti, avevo solo accennato qualcosa…

Mettiamo quindi il titolo a questo intervento:

….rullo di tamburi….

”Signori e signore, ragazzi e ragazze, sono di nuovo con noi i….


PEANUTS!!!!!


(applausi:clap clap clap clap clap clap clap clap)


Per chi non li conoscesse, sono i personaggi più simpatici e amabili del mondo. Il loro creatore è Charles Monroe Schulz, conosciuto meglio come Charles Schulz!


A vederli così sono dei semplici ragazzini che frequentano la scuola elementare e che giornalmente hanno a che fare con la vita e i suoi problemi. A vederli più approfonditamente sono dei semplici ragazzini che frequentano la scuola elementare e che giornalmente hanno a che fare con la vita e i suoi problemi. Eheheheh. Si avete capito, la genialità sta proprio nella loro semplicità e trasparenza.

Cosa mi ha colpito? La loro ironia, il loro sarcasmo, e il modo in cui i problemi principali della nostra vita vengono messi in bocca a questi piccoli personaggi così sinceri e spontanei. Senza dubbio è un fumetto divertente ma allo stesso tempo non si può fare a meno di riflettere, ed è proprio per questo che i Peanuts sono chiamati “piccoli grandi”.

Riporto una frase che mi ha colpito molto, e che ho trovato mentre leggevo qua e la informazioni su di loro: I Peanuts hanno conquistato il mondo grazie all’universalità dell’infanzia la divina età, insieme fragile e megalomane, in cui l’uomo non ha mai secondi fini, essendo troppo urgente il primo: quello di esistere e di essere felici..”


Riporto adesso le parole di Umberto eco:“E’ un poeta.

Quando dico poeta lo dico per fare arrabbiare qualcuno. Gli umanisti di professione, che non leggono i fumetti; e coloro che accusano di snobismo gli intellettuali che fingerebbero di amare i fumetti.

Ma sia bene inteso: se poesia vuol dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose, allora Schulz è un poeta.

Se poesia è individuare caratteri tipici in circostanze tipiche, Schulz è un poeta.
Se poesia è far scaturire da eventi di ogni giorno, che siamo abituati ad identificare con la superficie delle cose, una rivelazione che delle cose ci faccia toccare il fondo, allora, una volta ogni tanto, Schulz è un poeta.

E se poesia fosse soltanto trovare un attimo privilegiato e su di quello improvvisare in una avventura ininterrotta di variazioni infinitesime, così che dall’incontro altrimenti meccanico di due o tre elementi possa scaturire un universo sempre nuovo, cantato senza pause, ebbene anche in questo caso Schulz è un poeta.

Più di tanti altri."

 


Ma passiamo al nome “Peanuts”. Ci sono due significati: noccioline (o arachidi) e “personcine”, ovvero piccole persone fuori ma grandi dentro.


Un anno prima della morte di Charles Schulz le strisce si interruppero per suo volere. Inoltre lui non volle eredi che continuassero il suo lavoro. Con grande rammarico dico che quella fu l’ultima striscia uscita dalle mani del fumettista. Il giorno dopo la sua morte (12 febbraio 2000) fu pubblicata la prima striscia (stampata per la prima volta il 2 ottobre 1950) che adesso riporto qui:

 

 


Traduzione:

Nella prima striscia vediamo un bambino di nome Shermy, e una bambina di nome Patty seduti su di un marciapiede. Da lontano ecco arrivare un altro bambino. Shermy dice: Ehi! Arriva il vecchio Charlie Brown!” Nella seconda e nella terza vignetta dice: Il buon vecchio Charlie Brown..sissignore!”“Il buon vecchio Charlie Brown…”. Nella quarta vignetta dice: “Quanto lo odio!”


Viene così presentata la figura protagonista: Charlie Brown.

Ho letto che la particolarità di questa vignetta sta nel presentare il personaggio usando l’odio, sentimento che però viene usato solo in questa striscia.


Inoltre Charlie Brown può essere considerato l’alter ego di Schulz per le molte somiglianze con la sua infanzia. Ma sono del parere che in tutti i personaggi è presente un pezzo di lui, il padre di questi incredibili “piccoli grandi”.


Mutatis Mutandis

Ha un bel titolo questo intervento no? Però attenzione, per chi non lo sapesse “Mutatis Mutandis” non significa “cambiate le mutande” (anche se qualcuno forse lo dovrebbe fare) ma “cambiare ciò che deve essere cambiato”. In realtà questa postilla originariamente doveva avere un altro titolo ma queste due parole mi sembravano più appropiate e mi sono sempre piaciute (qualcuno si starà chiedendo cosa ci trovo di bello nelle parole “cambiate le mutande”? Lasciate perdere!!!).

Ritorniamo a noi. Ultimamente mi capita fin troppo spesso di incantarmi a riflettere sul mondo, che come sanno tutti ormai è diventato uno schifo in tutti i sensi possibili e immaginabili. Adesso mi verrebbe da dilungarmi sui due sensi che prediligo (per modo di dire) ma non lo faccio. Un po’ di tempo fa mi svagavo con un gioco pescato su internet (di cui il nome adesso mi sfugge), in cui il personaggio tra tante altre cose poteva entrare in un negozio e scegliere il mondo che più gli aggradava. Wow, ho pensato. Che spasso!…

<<Mammaaa, esco a comprare un mondo nuovo!>>

<<Ah ok, non tornare tardi per la cena.>>

Nel negozio:

<<Buongiorno! Cerco un mondo nuovo.>>

<<Guardi, li c’è un catalogo, devo avvertirla però che i mondi acquatici sono finiti.>>

<<Abbondanza di surfisti eh??? Mmmmmmh vediamo,mondi infernali no, mondi sadomasi nemmeno, mondi urticanti (?), ah ecco, mondi sobri e cristallini: solo gente intelligente e rispettosa (a parte 1% di quella stronza, ma un po’ di divertimento a prenderli in giro non può mancare..), natura incontaminata al 100%, un buon governo, 0% corruzione, 0% importanza ai soldi, scambi efficaci tra l’uomo e la natura, 0% inquinamento…e così via..Prendo questo!.>>

<<Grazie e ritorni presto, arriveranno i mondi bibliotecosi (termine coniato da me).>>

<<Oooooooh.>>

Beh, diciamo che non sarebbe male poter usufruire di un posto del genere e far scomparire in un attimo tutto quello che più ci infastidisce. Ma questa è solo una splendida utopia, non esistono botteghe del genere ( a meno che prima di entrare in un negozio di scarpe non ti fumi qualcosa), non esistono commessi che avanzano proposte allettanti, e con questo alludo al mondo bibliotecoso…e per finire non esistono mamme che ti dicono solo “Ah ok, non tornare tardi per la cena” ma invece ne conosco molte che dicono: “Dove vai, con chi vai, quando torni, perchè vai, come vai, con cosa vai”, e a volte mi viene un dubbio: ma i nostri genitori erano dei giornalisti nella vita passata? No perchè ho avuto l’impressione che la stoffa dei giornalisti non scarseggi…


E svegliarsi la mattina..prrr

 

Mi sarei dovuta svegliare alle 8 stamattina, ma per problemi tecnici il mio corpo non rispondeva alle chiamate del mio pensiero (non risponde mai nessuno ah?). Il sonno era così profondo e soave che ignorava alla grande la voce: “SVEGLIATI! DEVI STUDIARE!”. Ma che studiare pensava il mio corpo (si, anche lui è dotato di un proprio pensiero), stai un po’ zitto e lasciami in pace. Fu così che mi svegliai alle 10 un po’ frastornata per il litigio, e adesso ne piango le conseguenze perchè mi ritrovo indietro con il programma che mi ero prefissata, ancora più assonnata e con la voglia di studiare uguale a quella che ha il “Giovin Signore” di Parini. Credo però che quest’ultima sarebbe rimasta invariata anche se mi fossi svegliata alle 7.

Notizia bomba: oggi si va a votare!!! Yuppi!! (da dove viene questo entusiasmo? Boh…sarà perchè è la prima volta..). Votate me! Vi prometto un mondo migliore: acqua potabile, un letto su cui dormire, pane tutti i giorni, più privacy a zero interessi! "Mutatis mutandis" Meglio di così..credetemi meglio prevenire che curare. Poche parole per le menti elevate.

Aloa!


Fischiettare..

Il mondo fa schifo e la gente è stronza. Ok, ho scoperto l’acqua calda. Ma chissà perchè se lo ripeto mi viene più forza per contrastare questa marea di pensieri inopportuni che mi inondano la mente. Già, pensieri assolutamente inopportuni. L’ingiustizia si sa, è un dato di fatto, ma mi chiedo perchè la gente è così  stronza da fare schifo. Ogni tanto mi sorge un dubbio, cioè, se siamo noi quelli troppo buoni e strani, poi guardandomi attorno le mie parole trovano conferma nei fatti: si, noi siamo alieni, troppo normali per gente del genere. Però una cosa che ho capito (e non è solo quella fortunamente) è che più chiedi giustizia a questo mondo infame, più questa ti è negata. Allora mi parte un immagine nella mente (come i famosi flash di scrubs): fischiettare. No non mi sono bevuta il cervello. Ma se la giustizia se ne frega di noi, perchè non fare lo stesso? Ma è solo una finta. Attuiamo l’indifferenza, ed ecco che qui ci ricolleghiamo al fischiettare. Immaginate bene questa scena: noi, in smoking perfettamente stirato, tuba in testa, bastone in mano, camminata spensierata e fischio in bocca con la testa leggermente rivolta verso il cielo. Ma la cosa più bella è quell’aria di chi non cerca niente, di chi se ne frega di tutti, stampata in faccia. Beh, questo è stato il mio piccolo "flash". Ripeto che non sono pazza (o almeno credo, d’altronde i pazzi non ammettono di esserlo), ma diamo una svolta a tutto!
In questi giorni la mia ispirazione se n’è andata a Bora Bora e nonostante tutti i messaggi e le chiamate fatte mi sa che ha preso da me..non ne vuol sapere di rispondere . Però qualcosa mi dice che è sulla strada del ritorno…