Peanuts

Eccomi qui a riparlare dei “Peanuts”. Avevo accennato alla loro genialità nel mio vecchio blog, ma dato che ora(e forse per sempre) questo è inutilizzabile colgo l’occasione per parlarne di nuovo e per aggiungere molte più notizie. Come ho detto prima infatti, avevo solo accennato qualcosa…

Mettiamo quindi il titolo a questo intervento:

….rullo di tamburi….

”Signori e signore, ragazzi e ragazze, sono di nuovo con noi i….


PEANUTS!!!!!


(applausi:clap clap clap clap clap clap clap clap)


Per chi non li conoscesse, sono i personaggi più simpatici e amabili del mondo. Il loro creatore è Charles Monroe Schulz, conosciuto meglio come Charles Schulz!


A vederli così sono dei semplici ragazzini che frequentano la scuola elementare e che giornalmente hanno a che fare con la vita e i suoi problemi. A vederli più approfonditamente sono dei semplici ragazzini che frequentano la scuola elementare e che giornalmente hanno a che fare con la vita e i suoi problemi. Eheheheh. Si avete capito, la genialità sta proprio nella loro semplicità e trasparenza.

Cosa mi ha colpito? La loro ironia, il loro sarcasmo, e il modo in cui i problemi principali della nostra vita vengono messi in bocca a questi piccoli personaggi così sinceri e spontanei. Senza dubbio è un fumetto divertente ma allo stesso tempo non si può fare a meno di riflettere, ed è proprio per questo che i Peanuts sono chiamati “piccoli grandi”.

Riporto una frase che mi ha colpito molto, e che ho trovato mentre leggevo qua e la informazioni su di loro: I Peanuts hanno conquistato il mondo grazie all’universalità dell’infanzia la divina età, insieme fragile e megalomane, in cui l’uomo non ha mai secondi fini, essendo troppo urgente il primo: quello di esistere e di essere felici..”


Riporto adesso le parole di Umberto eco:“E’ un poeta.

Quando dico poeta lo dico per fare arrabbiare qualcuno. Gli umanisti di professione, che non leggono i fumetti; e coloro che accusano di snobismo gli intellettuali che fingerebbero di amare i fumetti.

Ma sia bene inteso: se poesia vuol dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose, allora Schulz è un poeta.

Se poesia è individuare caratteri tipici in circostanze tipiche, Schulz è un poeta.
Se poesia è far scaturire da eventi di ogni giorno, che siamo abituati ad identificare con la superficie delle cose, una rivelazione che delle cose ci faccia toccare il fondo, allora, una volta ogni tanto, Schulz è un poeta.

E se poesia fosse soltanto trovare un attimo privilegiato e su di quello improvvisare in una avventura ininterrotta di variazioni infinitesime, così che dall’incontro altrimenti meccanico di due o tre elementi possa scaturire un universo sempre nuovo, cantato senza pause, ebbene anche in questo caso Schulz è un poeta.

Più di tanti altri."

 


Ma passiamo al nome “Peanuts”. Ci sono due significati: noccioline (o arachidi) e “personcine”, ovvero piccole persone fuori ma grandi dentro.


Un anno prima della morte di Charles Schulz le strisce si interruppero per suo volere. Inoltre lui non volle eredi che continuassero il suo lavoro. Con grande rammarico dico che quella fu l’ultima striscia uscita dalle mani del fumettista. Il giorno dopo la sua morte (12 febbraio 2000) fu pubblicata la prima striscia (stampata per la prima volta il 2 ottobre 1950) che adesso riporto qui:

 

 


Traduzione:

Nella prima striscia vediamo un bambino di nome Shermy, e una bambina di nome Patty seduti su di un marciapiede. Da lontano ecco arrivare un altro bambino. Shermy dice: Ehi! Arriva il vecchio Charlie Brown!” Nella seconda e nella terza vignetta dice: Il buon vecchio Charlie Brown..sissignore!”“Il buon vecchio Charlie Brown…”. Nella quarta vignetta dice: “Quanto lo odio!”


Viene così presentata la figura protagonista: Charlie Brown.

Ho letto che la particolarità di questa vignetta sta nel presentare il personaggio usando l’odio, sentimento che però viene usato solo in questa striscia.


Inoltre Charlie Brown può essere considerato l’alter ego di Schulz per le molte somiglianze con la sua infanzia. Ma sono del parere che in tutti i personaggi è presente un pezzo di lui, il padre di questi incredibili “piccoli grandi”.

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