Archivi del mese: agosto 2009

Piove



(L’ho amata non appena l’ho sentita, "La pioggia nel pineto"…)

"Ascolta. Piove

dalle nuvole sparse.


Piove su le tamerici


salmastre ed arse,


piove sui pini


scagliosi ed irti,


piove su i mirti


divini,


su le ginestre fulgenti


di fiori accolti,


su i ginepri folti


di coccole aulenti.."


                           (Gabriele D’annunzio)


Piove. Piove sui pini e sugli oleandri. Piove sulle rose e sul gelsomino. Piove sui sassi inermi e sulla calda terra. Piove anche tra i miei pensieri. Acqua gelida cade, facendo sbiadire i ricordi, le immagini. Rimangono solo poche frasi. Frammenti di tempo staccati e sgretolati. Pezzi di anima che non si ricomporranno per un pò.

Le nubi ricoprono per intero il cielo bloccando l’infiltrazione dei raggi, e la terra, la stanca erba e gli esili fiori rimangono bagnati di rugiada. L’odore della pioggia fa sempre uno strano effetto. Evoca sensanzioni sepolte, rivanga la solita vecchia amica: la nostalgia. Nostalgia del calore che ho provato quel giorno. La sensazione di sentirsi finalmente parte di qualcosa. E’ stato per  poco, ma c’è stato. Nonostanze il freddo di quella sera uno strano tepore si era impadronito del mio corpo. Mi manca. Stessi pensieri, stesse remiscenze. Quelle parole così difficili da sdradicare, erano lì, forse erano state sempre lì, ed aspettavano solo di uscire. Ma quel momento si è consumato. Passa tutto e rimane solo un malinconico ricordo.
Piove ancora. Questa pioggia non fa che aumentare il tumulto della mia mente. Piove anche sulla mia anima. Bagna le parole, le annega, le soffoca. Vorrei parlare. Scrivere tutto quello che la mia testa può pensare. Svuotarla. Spremerla fino a far sgorgare sangue. Ma le parole sono scomparse. Sono morte. Trascinate via dalla corrente verso chissà quale posto. Rimane solo la pioggia che continua a cadere, indifferente alla tristezza che mi travolge.




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Nella nebbia


Strano, vagare nella nebbia!
E’ solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.

Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.

Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l’altro
ognuno è solo.

Herman Hesse