Archivi del mese: dicembre 2010

Siamo.

Siamo punti invisibili in un universo immenso.
Siamo minuscole creature che cercano la profondità in un bicchiere,
il calore in un camino spento.
Il mondo, così piccolo rispetto al tutto, ci appare un buco nero,
freddo, terribilmente incerto.
Cerchiamo il senso della nostra esistenza
come un cucciolo cerca la propria madre,
sparita nel nulla o nascosta.
Sentiamo il peso di qualcosa che non ci appartiene ancora,
immensa, sbiadita.
Annusiamo l’odore di sensazioni nuove eppure antiche,
rivangate da colori vivaci, punti interrogativi.
Le domande si accatastano in fondo al cuore che pulsa,
doloroso, forse vivo.
Davanti a finestre fragili e opache osserviamo il mondo,
guardiamo il nostro riflesso,
frastagliato, lacunoso.
Burattini di azioni istintive, di ordini supremi,
siamo noi, o forse no.
Qualcosa siamo, ma non sappiamo cosa.
Sembra una ricerca infinita la nostra,
una corsa continua, un ferirsi costante.
Siamo carne, sangue,
siamo stelle e lacrime.
Siamo borse capienti, ma non troppo.
Siamo stanchi di correre, ma non ci fermiamo,
non ancora.
Siamo tutto quello che per adesso non vorremmo essere.
Eppure siamo qui, immobili, indecisi, ma vivi.
Respiriamo per natura,
per istinto non siamo ancora pronti a soccombere.
Non ancora.


19 anni

Un’altra cosa sull’avere diciannove anni, se vi fa piacere: secondo me, è l’età alla quale molti di noi restano bloccati (mentalmente ed emotivamente, se non fisicamente). Gli anni scorrono e un giorno ti ritrovi a guardarti allo specchio alquanto disorientato […] Il tempo ti colora di grigio la barba, il tempo ti porta via i tiri a effetto, e intanto tu, povero sciocco, pensi che sia ancora dalla tua parte. Il lato logico della tua mente sa che non è così, ma il cuore si rifiuta di crederlo.

Stephen King