Archivi del mese: maggio 2011

E se tutto questo non facesse per me?

Disseminati qua e là vedo solo immagini sfocate, pensieri dimezzati, parole abbandonate. Prospettive diverse si stagliano in una dimensione più in là, ma qualcosa oscura la visuale, e non riesco a percepire bene come potrebbe essere il mio mondo lì. E’ giusto andare avanti solo perchè non ci si può fermare? E’ lecito credere a parole sentite come false, ma poi metabolizzate come vere? Non potevo fare altro, mi dicono, questa è la mia strada, mi dicono. Ma chi lo sa davvero qual’è la propria strada? Chi siamo noi per vedere il cammino nitido? Non siamo chiromanti, non siamo veggenti. Non ci è permesso conoscere il futuro, non ci hanno dato la possibilità di sognarlo. Andiamo a tentoni. Siamo dei ciechi che scelgono scatole di vetro il cui contenuto è visibile solo a chi ci guarda, se qualcuno davvero ci guarda. Siamo talpe che fiutano il percorso, o folli che sentono scie inesistenti. Crediamo di seguire la nostra strada, il nostro “destino”. Ci muoviamo per passioni dicono, a volte ereditate, altre volte imposte, altre volte inventate per gioco, dico io. Ma per chi non ha una luce guida tutto è rischio, tutto è fatica, tutto sembra spreco di tempo. Siamo predestinati, dicono, ma io non c’ho mai creduto davvero. Siamo predestinati a ciò che scegliamo da soli, e se scegliamo di fermarci su due rotaie, no, non eravamo predestinati a morire così, abbiamo solo deciso di fermarci lì, o semplicemente abbiamo deciso di fermarci. Chiedo, chiedo, chiedo, ma a chi chiedo poi, chi lo sa. Chiedo, ma non c’è risposta. Le mie domande cadono dentro un pozzo d’inchiostro, ma nessun rumore mi avverte del loro arrivo, e nessuna risposta balza e giunge dove sto seduta, con le gambe sulla sedia, quasi non volessi toccare questa terra.

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