Un granello di polvere sopra una trottola.

Ci sono sogni che non appartengono a noi. Ci sono momenti magici che sedimentano dentro i ricordi. E poi ci sono solo loro, quegli attimi di buio intenso e malessere profondo. Dovrei smetterla, dovrei smetterla. Ma non riesco a trovare un modo, uno solo, per guardare in faccia il sole e sorridere con la mente leggera. Spesso mi sento aggrappata con i denti a un filo sottile di calma che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro. E ogni tanto lo fa. Ricucirlo è il problema, non spezzarlo.
C’è rumore d’acqua che scorre, tranquilla, fangosa, pesante. Vorrei essere qualunque cosa adesso: una foglia, un insetto, una goccia d’acqua, un granello di polvere, di quello che ti entra dentro l’occhio e per pochi attimi ti fa male, per pochi secondi ti fa sentire vivo, e poi puf, scompare e te ne scordi:

<< Mi è entrato un granello di polvere dentro l’occhio come è successo a te l’altra volta>>.

<< Un granello di polvere a me? Ma quando..?>>

In fondo sarebbe adeguato come ruolo.

Non è facile cambiare se stessi, ancora più difficile è rendersi conto di aver trovato la propria specie di appartenenza e abituarsi all’idea. Ma è così.
Per non parlare di quelle frasi, o affermazioni. Dopo un po’ ci si stanca di esse. È peggio di un film visto e rivisto. E’ come una canzone che gira e rigira in testa e non va via. Quelle frasi ormai sono pugnali. Non c’è callo che possa crescere, non c’è abitudine che possa tenergli testa. Ci credevo, prima. Ci credevo all’indifferenza. Mi illudevo di avere il coltello dalla parte del manico, ma ciò che avevo in mano era solo un bastone uguale da ambo i lati. Sono frasi che continuano a ferirmi, a graffiarmi, a pungermi. Un sorriso, una battuta, e nascondo la mia impotenza. Si, la parola giusta è impotenza. E continua il ciclo di ogni giorno, dimentico, cerco di cambiare, e poi di nuovo il declino, il ritorno alla propria “terra”, alla propria specie. Non finirà mai. Mi sento come una trottola che gira sempre su se stessa, una trottola che prima o poi mollerà tutto, filo e padrone, e ruoterà per i fatti suoi, lontano, per sempre, o forse si fermerà rifiutandosi di girare per l’eternità.

Annunci

Informazioni su Ehipi

"Attualmente non mi conosco" (Alda Merini) Vedi tutti gli articoli di Ehipi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: