Archivi del mese: febbraio 2012

Pioggia, Neve.

Neve.
Qui non c’è neve.
Solo pioggia, fredda, meschina.
Cade, bagna, ti bagna dentro, nel cuore.
Arriva dritta lì, dove pochi riescono a guardare.
Dove forse nemmeno tu hai mai guardato davvero,
nessun coraggio, nessuna medaglia al valore. Niente.
Neve. Quanto vorrei la neve.
Fredda, calda. Puoi capire questo paradosso? A stento lo colgo.
Discreta, determinata.
Spinge i tuoi occhi ad osservare lo stesso luogo sotto spoglie diverse.
Colora il paesaggio. Puoi capire anche questo?
La verità è che la pioggia ti pungola ad asciugare il tuo cuore, a fare i conti con qualcosa.
La verità è che la pioggia ti costringe a sedere su una sedia mostrandoti i tuoi fantasmi.
La verità è che la pioggia è riflessione, è tristezza, è oscurità.
La neve no, la neve ti butta fuori, ti spinge a sentir freddo, ma con piacere.
La neve scava una buca e ti incoraggia a mettere dentro i tuoi pensieri, i tuoi bronci, i tuoi dubbi.
E poi, quando arriverà il momento, quando la neve sarà sciolta, quando dovrai tornare indietro, allora lì, solo in quel momento, prenderai quello che avevi deposto, e, come qualcuno che ha raccattato un bottino, metterai tutto dentro, dove nessuno può vedere.
Aspettarai la prossima pioggia e la prossima neve, perché nessuna delle due, a lungo, giova all’animo ma, insieme, possono creare un connubio perfetto.