Sopravviverò.

Non c’è un inizio, dentro questo cuore malato. C’è un’alba ogni giorno, lo so. Ma perché i miei occhi riescono a vedere soltanto gli angoli nascosti alla luce? C’è un tramonto ogni sera, oh, lo vedo. Ma la speranza di un giorno nuovo non è di mia proprietà. C’è il buio maledetto, come te che non vai via. Bruciare tutto non serve, se le ceneri compongono il tuo volto.

Ogni nota racconta di noi. Dammi tre parole, e racconto di noi. Dammi qualche dettaglio  e compongo un ricordo, che sa sempre di noi.

So che sapore ha il nulla. So cosa vuol dire non stringere niente quando tutto sta crollando. So che sono viva anche se non ne ho la certezza. So anche questo. So di un ricordo che è diventato vetro, so che hai il sapore dei giochi di bambina, il calore di una capanna improvvisata. Hai l’odore di un the comprato lontano, Il colore del grano alle prime luci dell’alba. Hai la forma di migliaia di gocce che ballando si scompongono per ritornare a riabbracciarsi. So che sei già il tempo perso per strada, calpestato da chi incespica e cade. Ma non so il domani, non so il più tardi. Non so che colore hanno i miei occhi al sole. Non so l’odore della ginestra che cade. Non so chi sono stata davvero, ne chi sarò mai. E nemmeno chi sarai tu. Ma so che sopravviverò, per me. Questo lo so.

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