Archivi del mese: novembre 2014

Un The in un lago.

C’è una calma che sa di the ai frutti autunnali. Lo so, esiste, l’ho sentita una volta. Poi, quando cammini tra i frantumi della vita, ogni taglio ti allontana gradualmente da quel profumo soave. Ma so che c’è, perché una volta credo di averla provata davvero. È un po’ come guardare una stanza disordinata e vedere virtualmente ogni oggetto ritornare nel posto in cui può brillare di più; è come osservare una cascata la cui acqua cade lì perché è lì che deve cadere; è come incollare l’ultimo pezzo dello svuotatasche rotto che ti piaceva tanto; è la pagina del libro che ti cambia la giornata e ti regala una certezza; è una sciarpa al collo quando, di notte, senti freddo, e un camino per quei piedi sempre gelati; è una pioggia di petali di mandorlo in una giornata di nuvole e sole. E’ un abbraccio, di quelli in cui potresti perderti e non trovarti più. Semplicemente, è percepire che tutto è lì dove deve stare, nel posto che tu desideravi, nel disagio che scompare. Esiste ancora, vero? Si dice che l’uomo cerchi di raggiungere l’utopia fantasmagorica della sua mente. E che ogni volta essa sia mutevole e più distante. Da qualche parte, nascosta, o forse davanti i nostri occhi ciechi, c’è qualcosa di prezioso, un posto nel nostro lago personale dove poggiare una seggiola per osservare le meraviglie della bellezza, e lì trovare la nostra calma, la nostra forza, la nostra vita.

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