Archivi del mese: dicembre 2015

La precarietà precaria di essere se stessi

È come perdere l’equilibrio,

un passo sì e uno no.

È come respirare sotto le coperte,

con l’aria che si fa più calda,

più pesante.

È trascinare il peso di essere così,

e non colì.

È solo una catena di sbagli, imperfezioni,

anello dopo anello,

stretta attorno ai fianchi.

È un cuore agitato che ha perso per strada le risposte,

e deve farsi bastare i perché.

È farsi un vestito di sicurezze,

ma vederlo restringere sotto l’acqua calda.

È solo… ma alla fine va tutto bene.