La precarietà precaria di essere se stessi

È come perdere l’equilibrio,

un passo sì e uno no.

È come respirare sotto le coperte,

con l’aria che si fa più calda,

più pesante.

È trascinare il peso di essere così,

e non colì.

È solo una catena di sbagli, imperfezioni,

anello dopo anello,

stretta attorno ai fianchi.

È un cuore agitato che ha perso per strada le risposte,

e deve farsi bastare i perché.

È farsi un vestito di sicurezze,

ma vederlo restringere sotto l’acqua calda.

È solo… ma alla fine va tutto bene.

Annunci

Informazioni su Ehipi

"Attualmente non mi conosco" (Alda Merini) Vedi tutti gli articoli di Ehipi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: