Archivi del mese: giugno 2017

Arrendersi?

Dove va quel fiore che non cogli? Forse perirà nel luogo in cui è nato, oppure viaggerà per un breve periodo, strappato dal vento o da una mano. Ma tu non lo saprai, né scoprirai che profumo cela, e triste volgerai lo sguardo altrove.

Dove va quel treno che non fischia? Due amanti si tengono per mano, e l’ignoto prende forma dalla nuvola di fumo. Il vento della velocità ti scompiglia i capelli ancora per poco, ma da solo, adesso, conterai i minuti di un orologio fermo.

Dove scivolano i sogni al mattino? La mano dei più belli la lasci con dolore, quella dei più brutti con sollievo. E ti chiedi perché il loro nome è lo stesso dei sogni di ogni giorno. E ti chiedi ancora se tutti quei sogni alla fine ti aspetteranno al di là dell’arcobaleno, dove sarai chi hai sempre voluto essere, senza vergogna, senza timore.

E dove vanno i pensieri struggenti, i mostri che ti tormentano, le lacrime che gonfiano le vele, se continui a tenerli stretti a te con catene lunghe come fiumi? E i mari che non assaggi, e i prati che non solchi, e le piogge che non senti, dove sono? Dove sono se tu sei qui a giocare agli aquiloni con i tuoi fantasmi?

Ti hanno detto che si può cambiare, ma raramente. Hai imparato che smussare gli angoli non è poi così facile, e che è più facile aguzzarli. Che così feriscono chi ti vuole far male, ma allo stesso tempo i tuoi tagli aumentano. Hai capito che non è vero che un giorno il sughero imiterà l’ancora per carpire la profondità, e che non si può fingere di stare bene per sempre solo guardando il cielo, il benessere e la tua fortuna. La verità è che hai perso la tua bussola, ma non ti hanno detto che le bussole non sono mai esistite. E allora la verità è che non hai mai trovato la porta giusta per arrivare a sfiorare l’arcobaleno. E buttare la spugna sembra l’azione più naturale quando si è stanchi di lavare la fuliggine dei nostri fuochi di paglia.

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