Letterina a Babbo Natale

Ogni tanto mi vengono in mente delle cose che vorrei ma che in quel determinato momento, in seguito a nuvole sfigate e (o meglio soprattutto) a portafogli vuoti, non posso avere. È strano come nei momenti in cui effettivamente possiamo averle quelle però non ci sovvengono. Mi chiedo se sia perché in fondo non è ciò di cui abbiamo “davvero” bisogno. O se invece sia solo ironia della sorte. Così ho deciso di stilare una lista man mano che ritrovo tra i pensieri cose che mi servirebbero o che semplicemente mi piacerebbe avere. Un tatuaggio. Un profumo buono. Rinnovare quell’abbonamento in piscina. E così via. Una piccola lista di natale, come quelle che tutti i bambini hanno scritto almeno una volta.
Ma, nel momento in cui rileggevo, mi sono accorta che mentalmente, quasi senza accorgermene, ho aggiunto due punti. Nei periodi in cui ci troviamo poveri dentro, nei momenti in cui non siamo buone compagnie per noi stessi, desiderare cose per riempire vuoti è normale. È ciò che si dice spesso, no? Ci circondiamo di oggetti, di vestiti, di cose inutili che per un attimo ci fanno sentire “pieni”. Ma pieni di cosa? Incosciamente, alla lista di cose materiali, è sopraggiunto il nocciolo di tutto: solo nel momento in cui siamo felici, solo quando siamo soddisfatti, soltanto in questi casi non abbiamo più bisogno di nulla. Abbiamo la X da cui costruire il mondo intero, se solo volessimo.
L’altro regalo che vorrei dal gemello diverso di babbo natale riguarda gli altri. Giudicare è sempre stato fin troppo facile. Vorrei che tutti quanti la smettessero di giudicare quello che non possono vedere. Ognuno di noi è l’unico a sentirsi davvero, e meno male. Quindi tu, chiunque tu sia, non puoi mai davvero sapere cosa prova e sente l’altro. Non sai che pensieri ha, quali ansie porta con se, quanta insoddisfazione e paura sente. Non sai se è davvero felice o se finge, se è normale solo perché non può non esserlo in quel momento. Non sai perché soffre, perché probabilmente non lo sa nemmeno lui. Ognuno di noi è diverso. Ognuno di noi ha un grado di sensibilità maggiore o minore. Non esistono pensieri stupidi o pensieri seri, lamentele vere o false, problemi utili o inutili, non esiste nulla di tutto ciò quando si parla della nostra, personalissima, anima. Quindi tu, chiunque tu sia, non hai nessun diritto di sputare il tuo giudizio come se stessi mettendo una virgola ad una frase per renderla più elegante. Nessuno te lo ha chiesto, e ognuno d noi, quando scrive, si prende la libertà che vuole per innalzare un canto al proprio lamento.

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